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17

Mag

2012

NICOLA BEVILACQUA, SILENZI E MANI ANONIME PDF Stampa E-mail
Scritto da don Marcello Cozzi   

Persone, prima di tutto. Prima ancora del ceto, del colore della pelle, delle etnie di appartenenza, di quale nome abbia il proprio Dio, di quanti soldi si portano in tasca.

Persone. Al di là dei percorsi fatti, delle storie che abbiamo vissuto, dei pregi che il Cielo ci ha donato, degli sbagli che abbiamo commesso.

Persone, e basta.

Con una dignità da difendere sempre e comunque, anche se gli altri te l’hanno sfregiata, anche se a violentarla siamo noi stessi e anche se la memoria ti vuole cancellare come se tu non fossi mai esistito.

Come è accaduto a Nicola, 34 anni, uscito di casa a Lauria il 17 maggio 2003 e mai più rientrato. E come tante altre volte in Basilicata, mai più nessuna notizia, nessuna verità, nessuna giustizia.

Silenzio, solo silenzio e le solite mani anonime: come quelle che dicono di un suo allontanamento volontario, o quelle altre che parlano invece del suo omicidio e dell’occultamento del suo cadavere; quelle che scrivono che non merita di essere cercato e che anzi meritava di essere ammazzato, o quelle altre che, vigliaccamente come al solito, ci invitano a non cercarlo.

Noi, invece, continuiamo a chiedere la verità su Nicola e lo facciamo proprio a partire da quelle mani: quelle che lo hanno ammazzato, quelle che magari hanno lasciato il suo sangue in quella macchina, quelle che pensano di restare impunite per sempre.

“Il prete di Potenza” e tanti, tantissimi lucani onesti continueranno a chiedere verità e giustizia per Nicola perché i suoi familiari portandogli finalmente un fiore possano ritornare a chiamarlo “cocola” come facevano quand’era bambino.

Ultimo aggiornamento ( Giovedì 17 Maggio 2012 11:08 )
 

17

Feb

2012

DISAGIO, DROGHE, GIOVANI PDF Stampa E-mail
Scritto da Uffcio Stampa Ce.St.Ri.M.   

Il Ce.St.Ri.M Onlus, in collaborazione con l'associazione "Gruppo Abele" organizza un corso di formazione indirizzato a genitori, insegnanti ed educatori delle realtà giovanili ed a tutti coloro che, a vario titolo e con competenze diverse, svolgono un’attività educativa con i giovani. Il Corso il corso vuole rispondere ad un'esigenza nell'affrontare i disagi sociali e giovanili della nostra terra, e vuole anche mettere le basi per avviare un discorso di cooperazione, creando una rete sociale dove far confluire le varie competenze a riguardo e le varie esperienze. Il corso si terrà il 14 Marzo 2012 dalle ore 15.00 alle 19.00 e il 15 Marzo 2012 dalle ore 15.00 alle 19.00 presso la sede del Ce.St.Ri.M Onlus in Via Appia, 244.


Per informazioni più dettagliate scaricare i seguenti documenti:

- Brochure
- Scheda d'iscrizione
 

02

Lug

2011

FUNERALI DI ELISA CLAPS, L'OMELIA DI DON MARCELLO COZZI PDF Stampa E-mail
Scritto da don Marcello Cozzi   

1. Ci sono momenti nei quali i nostri tempi non coincidono con i tempi di Dio.
Sono i momenti in cui ci terrorizza l’idea della rassegnazione, il pensiero di arrenderci al fato, e di stare fermi in attesa di una spiegazione. Noi, invece, abbiamo bisogno di sapere, di uscire dalle nostre case e di ribellarci al dolore soprattutto se non riusciamo a dargli un significato. Sono giorni di rabbia, di disperazione, giorni nei quali i passi diventano incerti perché incerto è l’orizzonte verso cui camminare.
Ecco, in quei momenti, per una volta, vogliamo essere noi ad anticipare i passi di Dio.

2. Proprio come fa Marta che non accetta di farsi ingabbiare da quella cultura consolatoria che la vuole chiusa a casa a piangersi addosso, ma rompe ogni schema, lascia lì i suoi ospiti e corre incontro a quel suo Amico di cui si fida tanto, che tanto nel passato le ha riempito il cuore, soprattutto da quando ha imparato ad intravvedere nel suo sguardo non il piglio dogmatico di un Dio freddo e distante, ma il volto tenero e dolce di un Padre che ti prende per mano specialmente quando sei disorientato e quando imprechi contro il cielo perché quel cielo per te ormai è solo un contenitore vuoto. È solo a un Dio così che Marta può gridare con tutta la rabbia che ha dentro ma anche con la sfacciataggine di chi sa che può permetterselo: “Signore, intorno a me ognuno ha avuto qualcosa da dire, ma tu nel frattempo dove sei stato? Perché questo tuo silenzio? Se tu fossi stato qua tutto questo non sarebbe successo”. Quante volte Gesù lo ha sentito dire: “se tu fossi stato qua”.

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12

Apr

2011

Rino Cardone PDF Stampa E-mail
Scritto da Uffcio Stampa Ce.St.Ri.M.   

Rino Cardone, giornalista Rai di Potenza, due anni fa ha perso una figlia di 19 anni per overdose da sostanze stupefacenti.
Questa è una sua lettera inviata alla redazione napoletana de Il Mattino


"Caro direttore, cosa non si fa per una figlia.
Cosa non si fa per una figlia che non c'è più, eppure c'è ancora: con il suo sorriso, le sue speranze, i suoi sogni di un futuro più bello e più giusto. Per esempio, le abbiamo intitolato una ONLUS, e fatto nostro il suo progetto di trasformare il terzo mondo in un mondo possibile. Si chiama Sefora, la ONLUS. Come la moglie di Mosè. Come la mia figlia prediletta, che risplendeva di luce propria e che per questo avevamo chiamata così. Da quasi due anni se n'è andata, portata via da un mix di cocaina ed eroina ma anche (soprattutto?) da una frettolosa assistenza sanitaria. Io, padre e giornalista, vi racconto la sua storia,
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